Bio

Curiosità su Pietro Romano

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Nasce a Roma nel 1974 da una famiglia di artisti: la mamma cantante lirica ed insegnante di educazione musicale; il padre lascia la sicurezza della carriera decennale in Polizia, per dedicarsi interamente al mondo dello spettacolo, operando inizialmente nelle produzioni cinematografiche con diverse mansioni tra le quali segretario di produzione, capogruppo e anche attore in piccoli ruoli accanto ai grandi nomi del nostro cinema (Totò, Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Alberto Sordi…), poi nel mondo della lirica, essendo tenore, come comprimario. 

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Era impensabile che Pietro rimanesse indifferente e tali stimoli. Già da bambino, infatti, ascoltava musica classica e si dilettava ad esibirsi in piccoli sketch, in imitazioni, divertendo il suo primo pubblico: i compagni di scuola.

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Parallelamente ai suoi studi, calca le tavole di prestigiose ribalte fin dall’età di undici anni: naturalmente, cominciando da ruoli minimi (prima come piccolo attore, poi nel coro delle voci bianche al Teatro dell’Opera di Roma e all’Auditorium di Santa Cecilia), ma certo utili per uno sciolto affiatamento con il palcoscenico. A sedici anni desidera e ottiene di frequentare l’Accademia d’Arte Drammatica Pietro Scharoff dopo aver superato l’audizione d’ammissione con ottimo risultato esaminato dal direttore dalla scuola Renato Rendine.

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Da qui in poi matura in lui un amore viscerale per il teatro di prosa e, pur di provare le sue capacità, acquisire una confidenza sempre maggiore con il pubblico e fare esperienza di palco, sceglie di entrare a far parte di una compagnia amatoriale, ricoprendo il ruolo del protagonista nella commedia musicale “Aggiungi un posto a tavola” di Garinei & Giovannini, che nel 1993 debutta al Teatro Tirso di Roma (lavoro che diventerà un suo applauditissimo cavallo di battaglia fino al 1997). In una delle numerose occasioni, ebbe l’onore di avere in sala Pietro Garinei il quale, complimentandosi commosso, affermò che - in quel ruolo – nonostante la giovane età, l’artista era stato competitivo con lo storico protagonista…

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Inizia così la famosa “gavetta” - che gli attori, soprattutto in passato, dovevano superare – una vera “gavetta” sul campo, non in teoria, piena di sacrifici e di rinunce per seguire il suo più grande sogno...

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Rinuncia presto alla seducente gabbia della lirica, pur avendone le possibilità, per dedicarsi alla commedia musicale ed alla prosa.

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Nel 1997, tra l’altro, entra a far parte della “Compagnia stabile del teatro dialettale romano Checco Durante” diretta da Alfiero Alfieri, nella quale rimarrà fino al 2005. Concretizza abilmente la possibilità di interpretare personaggi d’ogni genere, affinando così le sue doti comiche, la sua spiccata capacità d’improvvisazione, creando spesso nuovi caratteri e regalando al pubblico momenti di grande magia, la famosa magia teatrale, diventando ben presto una colonna della compagnia (il suo curriculum, in quest’ambito, segna oltre venti titoli e molte centinaia di spettacoli).

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Inoltre, dal 2000 pur continuando a prestare la sua opera per il teatro popolare, inizia una collaborazione con il teatro Sistina di Roma, mettendo in scena spettacoli musicali dedicati al pubblico scolastico, interpretandone i ruoli principali, debuttando, poi, anche come regista.

Approda, nello stesso periodo, anche nel mondo radiofonico presentando vari personaggi comici in un programma su Radio Incontro.

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Nel 2005 Michele Paulicelli, autore musicale e storico interprete di San Francesco, gli “cede il proprio saio” dopo venticinque anni, affidandogli la stessa parte nell’epico musical “Forza venite gente” di Mario Castellacci. 

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Nella sua carriera, ormai più che trentennale, Pietro Romano ha messo in scena decine di spettacoli, spaziando dal classico al moderno, dalla prosa al musical, dalla lingua al vernacolo o, meglio, ai vari vernacoli da lui posseduti intimamente come se ognuno fosse il proprio. 

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I suoi successi - spesso da protagonista assoluto - spaziano da itinerari “sacri” (interpreta spesso parti di grandi Santi) a percorsi “profani”: da ricordare anche “Aspirazioni di un uomo senza confini” (in prima mondiale, nel maestoso scenario di Sant'Andrea della Valle a Roma).

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Tra le più grandi e coraggiose performances, senza dubbio c’è “I 7 Re di Roma” di Luigi Magni, con le musiche di Nicola Piovani. Nello storico spettacolo interpreta mirabilmente la totalità dei leggendari monarchi, e non solo, catalizzando l’attenzione e l’emozione del pubblico, persino quello del Teatro Olimpico di Roma, con una sorprendente gamma di caratterizzazioni. Di nuovo indiscusso il successo.

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Quello di Pietro Romano è un repertorio senza barriere, che va da Pirandello (“Liolà” nel ruolo di Liolà) ad Alfieri (Teatro Rossini), da Shakespeare a Rostand (“Cirano di Bergerac” con Sebastiano Lo Monaco e la magistrale regia di Giuseppe Patroni Griffi), da Molière a Garinei & Giovannini, concludendo con Giuseppe Manfridi, autore di “Edith Piaf – l’Hymne à l’Amour” nel quale, al fianco di Antonella Steni, interpreta la parte di Yves Montand, per la regia di Carlo Lizzani.

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I teatri: Argentina, Brancaccio, dei Satiri,  delle Muse, Ghione, Olimpico, Parioli, Quirino, Rossini, Sistina, Tirso de Molina e molti altri.

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© Pietro Romano